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I limoni di Sorrento sono un’eccellenza del territorio italiano con certificazione IGP, cioè Indicazione Geografica Protetta. E’ un frutto dalla buccia consistente e profumata, con un sapore aspro ma con un ottimo retrogusto dolce. Oggi ci occuperemo del limone di Sorrento, analizzandone caratteristiche e proprietà.

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Parlando di questo straordinario frutto, ci immergiamo nella bellezza del clima mediterraneo della Costiera Amalfitana. In particolare ci troviamo nella penisola sorrentina, terra che produce delizie enogastronomiche uniche. Tra questi senza dubbio ci sono i limoni di Sorrento, frutti coltivati su terrazzamenti e pergolati costruiti a mano secondo tecniche tradizionali.

Che cos’è il limone di Sorrento

I limoni di Sorrento sono frutti tipici della Campania estremamente differente dai prodotti che generalmente si trovano in commercio. Si tratta di un frutto con elevatissime qualità organolettiche e coltivati solo in pochi comuni, tra questi ovviamente Sorrento e Capri.

Cenni storici

Sono stati rinvenuti molti dipinti, nelle pareti delle antiche città di Pompei ed Ercolano sommerse dal Vesuvio, in cui sono raffigurati dei limoni molto tipici a quelli odierni. Quindi già all’epoca degli antichi romani, probabilmente, la coltivazione dei limoni di Sorrento era una consuetudine. Bisogna però aspettare il XVI secolo per trovare una testimonianza scritta concreta.

Curiosità

Si narra che esista ancora oggi il pezzo di terreno su cui vennero coltivati per la prima volta i limoni dai Gesuiti locali e si trova nel comune di Massa Lubrense. Anche per questo l’agrume è spesso definito limone massese.

Caratteristiche

Rispetto a quelli normali, i limoni di Sorrento hanno numerose differenze: il colore, la buccia, il sapore, le proprietà. La buccia dei limoni ovali sorrentini è molto più sottile e ha una minore quantità di albedo (1) (lo strato bianco amaro posto tra la buccia e la polpa). Inoltre il limone di Sorrento è molto più succoso rispetto a quelli comuni.

Per quanto riguarda le caratteristiche la forma deve essere ellittica e simmetrica, con il lobo leggermente prominente. Ha dimensioni medio-grosse e un peso di almeno 85 grammi. Se quindi ti stai chiedendo quanto pesa un limone di Sorrento, la risposta è di circa 150-200 gr. I limoni più piccoli vengono invece destinati alla trasformazione. Il colore è giallo citrino per almeno il 50% della superficie. La polpa è invece color giallo paglierino, succo abbondante ed alta acidità

Disciplinare di produzione

L’Indicazione Geografica Protetta (IGP) (2) chiama questo frutto anche “Ovale di Sorrento” ed indica la zona di produzione nel territorio dei comuni di Massa Lubrense, Sorrento, Piano di Sorrento, Capri, Anacapri, Meta, Vico Equense. E’ un prodotto quindi tipico della penisola sorrentina e sul disciplinare di produzione sono presenti i confini precisi su cui viene coltivato questo agrume campano.

Come vengono coltivati i limoni IGP di Sorrento

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Ricostruzione delle tradizionali impalcature per una festa rionale – massalubrense.it

Il limone di Sorrento IGP prevede la coltivazione sotto delle impalcature di legno, preferibilmente di castagno, alte almeno 3 metri. Si tratta di una tecnica colturale molto antica e che una volta prevedeva l’uso delle cosiddette pagliarelle, degli stuoini. Questi venivano disposti come copertura, a scopo protettivo contro il forte irraggiamento solare, oppure lateralmente come protezione per il vengo.

Oggi si utilizzano dei teli in nylon che sono molto più leggeri e facili da spostare. Gli agrocoltori, chiamati i masti di pergola, salgono e posizionano a mano le pagliarelle sulla struttura in legno. I teli in nylon facilitano il compito del coltivatore alleggerendo il carico che deve spostare in cima all’impalcatura.

Con il passare del tempo, questa caratteristica ha permesso lo sviluppo di cultivar particolari che si trovano solo in questa zona della Campania, fatte di coste impervie e terrazzamenti.

Curiosità:

Questa scelta colturale si è storicamente affermata per soddisfare un’esigenza specifica di mercato: distinguersi dagli agrumi di Sicilia che hanno un tipo di mercato completamente differente. Con queste pagliarelle si riusciva storicamente a ritardare o ad anticipare la maturazione del limone, così da non avere la concorrenza dei prodotti siciliani.

L’importanza del territorio

I limoni di Sorrento hanno beneficiato anche delle eruzioni del Vesuvio che hanno arricchito il suolo di materiale piroclastico. Questo, ricchissimo di sali minerali, ha trasformato il terreno e migliorando notevolmente le coltivazioni locali. Si ritiene che sia proprio la presenza di questi micro-nutrienti derivanti dal Vesuvio a rendere così aromatico e dolce il limone sorrentino.

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Periodo di raccolta

I limoni di Sorrento vengono raccolti rigorosamente a mano, come vuole la tecnica tradizionale, nel periodo che va dal 1 gennaio al 31 ottobre. I limoni non devono mai entrare in contatto con il terreno.

Differenza tra limoni di Sorrento e di Amalfi

Due città appartenenti alla stessa regione e distanti pochi chilometri. Eppure il territorio amalfitano presentano caratteristiche a tratti molto differenti tanto che sia i limoni di Amalfi che quelli di Sorrento hanno un proprio marchio di tutela.

Il limone di Sorrento è grosso e ha una forma tipicamente ovale. Lo sfusato amalfitano, invece, ha una forma più affusolata ed allungata. Entrambe le coltivazioni si sono sviluppate a partire dallo stesso tipo di limone femminello. Perché si sono differenziate così tanto? Solo per una questione di esposizione e quindi di differente irraggiamento solare: la costiera sorrentina è esposta a nord-est, quella amalfitana a sud-est.

Come si usano i limoni di Sorrento – ricette tipiche

Due preparazioni campane tradizionali sono il limoncello della Costiera Amalfitana e un tipo di pasta chiamato strozzapreti sorrentini. Per la preparazione di queste 2 specialità è importante avere dei buoni ingredienti. Se non riuscite a trovare gli agrumi sorrentini, assicuratevi almeno che siano di qualità e che non abbiano l’odiosa dicitura buccia non edibile.

Anche le foglie delle piante di limone sorrentino sono molto profumate e vengono spesso utilizzate in cucina come un aroma naturale.

Strozzapreti sorrentini con puntine di asparagi e limoni

Ingredienti per 6 persone: 500 g di farina 00, 100 g di strutto, 150 cl di acqua, 2 limoni di Sorrento, sale e pepe q.b.

Preparazione: Si dispone la farina su una spianatoia e al centro si mette lo strutto, un po’ di succo di limone, sale, pepe e acqua. Si lavora fino a quando l’impasto non sarà compatto ed omogeneo. A questo video puoi guardare il tutorial su come formare gli strozzapreti a mano.

Si prepara intanto il sugo lasciano in infusione nell’olio caldo un po’ di aglio, peperoncino e una grattata di limone. Lasciar riscaldare a fiamma bassissima così che l’aglio non cambi colore. Si aggiungono le puntine di asparagi che si lasciano cuocere con coperchio così che stufino al vapore. Si fa intanto separatamente cuocere la pasta in acqua salata e bollente e poco prima della cottura la si scola e la si lascia saltare in padella con il sugo preparato. Si serve caldo e con una grattata di provolone del monaco, altra specialità della penisola sorrentina.

Limoncello della costiera

Ingredienti: 1 litro d’alcol, limoni di Sorrento, 5 limoni, 1 litro d’acqua, 700 g zucchero.

Preparazione (3): Si pelano i limoni, dopo averli lavati bene, assicurandosi di prelevare solo la parte gialla della buccia, così da prenderne la parte aromatica e piena di oli essenziali.

  • Si immergono queste bucce in 700 ml di alcol e si lasciano macerare per almeno 4 giorni con il tappo chiuso in un contenitore di vetro o di acciaio inox. Consigliamo di lasciare macerare il tutto per 1 mese in luogo buio ed asciutto.
  • Successivamente si filtra questo composto liquido, rimuovendo le bucce e altri residui solidi.
  • Intanto si scioglie lo zucchero nell’acqua calda, senza portare ad ebollizione.
  • Si fa raffreddare lo sciroppo così ottenuto e si aggiungono i 300 ml residui di alcol e il composto lasciato macerare precedentemente.
  • Lasciar maturare il prodotto altri 40 giorni in luogo buio ed asciutto.
  • Imbottigliare e servire preferibilmente freddo.

Fonti e bibliografia:

 

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